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Un po’ di me

Ciao!

“La vita troverà il modo”

— Michael Crichton

Sono Margherita Buresta, zooantropologa, esperta in comportamento animale, guardia zoofila, scrittrice… e ora anche blogger!

Il mio obiettivo è ristabilire i parametri del nostro rapporto con la natura e gli animali, in poche parole: il biocentrismo contro l’antropocentrismo del nostro particolare periodo storico.

Ma niente paura! Il mio lavoro è molto divertente; siete pronti a seguirmi in appostamento nei boschi?

Per Aspera ad Astra

Che dire?

L’evento e l’allestimento “Desidera – Per aspera ad Astra” di AltriMenti a San Severino Marche è a dir poco SPETTACOLARE.

Io con i miei libri IL MIO CUORE DI ORSO e DENTRO UNA NEVICATA, quest’ultimo scritto insieme a Stefano Ciocchetti

Ecco perché sono stata (a)stra-felice di essere stata contattata tramite Giaconi Editore per animare un po’ la piazza con i miei racconti e le mie testimonianze di lavoro tra i boschi.

Io con il mio zaino… Un po’ debordante!

I bimbi rimangono sempre senza parole di fronte alla mia collezione di “attrezzi da lavoro”: rete mimetica, palchi di cervo e capriolo, teschi di animali vari rinvenuti nei boschi, e tanto altro ancora. Mica posso svelare tutto!

Io e la presentatrice Francesca Travaglini mentre ci preparavamo SERIAMENTE all’incontro

Dicevo. In quest’atmosfera celestiale, ho iniziato a tirar fuori dallo zaino tutte le mie chicche. Ecco un estratto dell’esperienza!

Bambini affascinati da teschi di cinghiale e volpe

Insomma, non voglio dilungarmi, ma è stata un’esperienza magnifica in una location da sogno. E in arrivo c’è anche una novità; metto qui sotto un indizio. Chi indovina?

grrr…

Il Richiamo della Buresta

Il bisogno di comunicare quello che vedo e studio è più forte di me: così sono diventata, più o meno a mia insaputa, una divulgatrice della mia materia.

La zooantropologia, di fatto, interessa tutti: è facile appassionarsi a lupi, orsi e altri animali selvatici, anche perché ci riguardano da vicino e spesso non sappiamo come rapportarci ad essi.

Ecco perché nel mio impegno alla sensibilizzazione su queste tematiche mi rivolgo prima di tutto ai cuccioli di uomo… pardon, ai bambini!

Cuccioli di uomo catturati dal mio discorso… e non solo

Stavolta non voglio scrivere molto; voglio solo anticiparvi che dopo i miei primi due libri IL MIO CUORE DI ORSO e DENTRO UNA NEVICATA, quest’ultimo insieme a Stefano Ciocchetti, è in cantiere una novità… Forse anche 2!

Io e Stefano Ciocchetti a una presentazione dei nostri libri in Trentino

Non volendo anticipare troppo, vi lascio (per adesso) con qualche immagine delle avventure dell’ultimo periodo… tutte all’insegna della divulgazione scientifica.

ma prima… diamoci una pulitine
Col mitico Edoardo Stoppa, a difesa degli animali come guardia eco-zoofila
Questa estate a Loro Piceno, all’Orto dei Pensieri
Con la giornalista Barbara Olmai a Tolentino
Con Stefano Ciocchetti e l’editore Simone Giaconi al Punto del Pensiero, Ripe San Ginesio
Letture ai più piccoli al Giardino delle Farfalle, Cessapalombo
A Radio Linea n°1

Siete curiosi di quali siano le novità?

Stay tuned! E intanto… un ripassino con i miei libri:

LIBRIAMOCI!

momento “domande”

Anche quest’anno, torna l’iniziativa “Libriamoci – giornate di lettura nelle scuole”.

Io oggi ho portato il mio libro per ragazzi IL MIO CUORE DI ORSO in due scuole primarie: secondo voi, potevo lasciare a casa i miei teschi di cinghiale e di volpe?

Ovviamente no, e neanche i palchi di cervo (vedi foto allegata).

Palco di cervo abbastanza giovane

Trasmettere ai ragazzi la passione per la lettura non è così difficile: basta coinvolgerli con storie affascinanti.

Io per esempio racconto la storia di un ragazzo che, trasformato in un orso, vive le vicende tipiche di una giornata nei boschi: incontra la flora e la fauna presenti negli Appennini, lotta per il cibo e incontra tanti amici. In coda ho inserito anche una parte didattica, e disseminati nel testo disegni di mio pugno che raffigurano piante e animali il più scientificamente possibile.

Un altro metodo che utilizzo per catturarli è… con la rete!

Ragazzi catturati… dal fascino della lettura

In realtà si tratta di una prova di appostamento e, non ci crederete, è sempre la parte che preferiscono. Contenti loro!

Comunque sono stati bravissimi, mi hanno sommersa di domande molto intelligenti e pertinenti ed erano interessatissimi a scoprire i dettagli del mio lavoro di zooantropologa.

Come ricordo dell’esperienza, ho lasciato ad alcuni di loro un segnalibro con un mio “autografo”.

Firmare autografi comincia a piacermi!

Insomma… bellissimo, da ripetere!

Se siete curiosi di leggere il mio libro, ecco il link al sito:

Storie da brivido!

Una serata… da brivido!

Da un po’ di tempo mi sono resa conto che portare ai bambini teschi di volpe e cinghiale non li terrorizza; anzi, ne sono affascinati!

Mentre alcuni adulti provano un senso di ribrezzo quando tiro fuori dal mio zaino questi reperti che raccolgo nei boschi, ai bambini piace conoscere i segreti degli animali; eh sì, le ossa raccontano tanto.

Per esempio, analizzando la differenza tra la mascella del cinghiale maschio e quella della “cinghialessa”, posso spiegar loro la differenza nell’attacco dei due animali; il maschio ti azzanna in un modo, la femmina in un altro… chiaramente, spero non lo sperimentiate mai, ma è molto utile analizzare le ossa.

paura?

Tengo a precisare che teschi, palchi di cervo e corna varie si possono trovare, con un po’ di fortuna, in natura… senza dover far fuori nessun animale!

Dai un bacino alla mamma!

Detto ciò, se volete conoscere un altro po’ del mio mondo, vi rinvio ai miei libri.

A presto!

Teschi che passione

…al lavoro!

Una delle mie passioni è andare nel bosco a cercare cose che possono tornarmi utili per il mio lavoro e per i miei incontri divulgativi con adulti e bambini: palchi di cervo, palchetti di capriolo e… teschi.

Sì, perché analizzare la struttura ossea degli animali è uno dei lavori dello zooantropologo. Quando la Buresta, pardon la foresta, chiama, mi butto lo zaino in spalla e parto alla ricerca.

Qui ero alle prese con dei denti di volpe

Non è sempre facile trovare teschi integri, e anche quando li trovo sono passibili di deterioramento. Quindi, cosa faccio?

Mi armo di colla e attacco meglio, o riattacco, pazientemente, ogni pezzo al posto giusto; spesso tocca a qualche dente, in questo caso di volpe.

(Tra l’altro: si avvicina Halloween, mi presto volentieri a feste per bambini… scherzo!)

Tra l’altro, all’inizio mi trattenevo dal portare roba di questo genere ai miei incontri con i bimbi; invece ho scoperto che sono appassionatissimi! Finalmente qualche mio simile 🙂

Bimbi attenti

Insomma, i miei incontri non sono truculenti, anzi! Mi piace solo fornire qualche informazione tecnica in più… e poi loro amano gli animali più di quanto facciamo noi adulti.

Per info e altro, contattatemi!

I miei libri ve li linko qui sotto:

Con Edoardo Stoppa

Non so se ve lo ricordate, ma sono anche guardia eco-zoofila. Questo mi permette di essere in prima linea nella difesa degli animali, proprio come fa, in maniera diversa (ma non tanto, anche lui si “sporca le mani” per la loro salvaguardia), il mitico Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la Notizia.

Poco tempo fa ho avuto il piacere di incontrarlo in un evento organizzato dall’OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

Ci sono tanti modi diversi di dedicarsi alla tutela ambientale e della biodiversità, e io credo che siano tutti essenziali, perché accendono i riflettori su questo tema e sensibilizzano le persone sulla sua importanti.

Secondo voi, potevo non appioppargli il mio libro?

Edoardo Stoppa che sbircia “Il mio cuore di orso”

Non gli ho specificato che “Il mio cuore di orso” è rivolto principalmente ai ragazzi, ma che importa: siamo tutti bambini nell’anima, è la nostra parte migliore!

Beccato!!!

Se anche voi volete assicurarvi una copia (o due) dei miei libri “Il mio cuore di orso” e “Dentro una nevicata” (scritto insieme a Stefano Ciocchetti), cliccate qui per ritrovarvi nel sito di Giaconi Editore:

http://www.giaconieditore.com

…buona lettura!

Cinghiali che passione

I cinghiali sono sempre più diffusi nel Centro Italia, ormai l’abbiamo capito. Quello che non tutti sanno è che i metodi per arginare la proliferazione di questi animali, che in numero così elevato costituiscono un problema e anche un pericolo, sono piuttosto semplici.

No, non l’ho ucciso io, giuro!

No, il metodo non è quello di ucciderli. O meglio, potrebbe essere una soluzione (anche se io sono contro la caccia), se non fosse che la cosiddetta “cacciarella” fa più danni che altro. Sapete perché? Quando si caccia, si dovrebbe andare in cerca dell’esemplare più debole, del giovane, del vecchio, mai del capobranco; invece quest’ultimo è sempre il più puntato, in quanto grande e forte, quindi più appetitoso. In realtà, uccidendo il cinghiale “alfa”, togliamo di mezzo il maschio che regola la riproduzione. In tal modo non c’è più un limite e qualsiasi maschio in grado di farlo si riproduce con la prima femmina che gli capita a tiro. Risultato? Cinghialetti a profusione, ed ecco quindi come la caccia senza criterio, anziché far diminuire gli esemplari sul territorio, li moltiplica a dismisura.

Come fare dunque?

Ecco che entra in gioco lui: il lupo.

Due lupi affamatissimi

Il lupo è il predatore naturale del cinghiale, e lui opera una selezione che la nostra cacciarella ignora completamente: isola gli elementi malati, gli anziani, i giovani, divora quelli (quando riesce a prenderli) e così non fa danno come i nostri cacciatori imprudenti.

Un altro buon motivo per favorire la proliferazione del lupo, tra l’altro innocuo per l’uomo – e lo stesso non si può dire per l’ispido cinghiale.

Tutto chiaro?

In bocca al lupo!

Non l’avrò ucciso io, però ripulito sì…

Ricomincia la scuola!

Settembre è ormai sopraggiunto, ed è tempo di prepararsi ai banchi di scuola; io sono felice perché quest’anno proporrò ai miei piccoli lettori un laboratorio avvincente; anzi, sono già pronta a catturarli!

La rete mimetica con cui mi nascondo nel bosco in appostamento…
…e con cui all’occorrenza catturo bambini!

Senza annoiarli, anzi, raccontando loro le mie esperienze per boschi e foreste e condividendo loro qualche chicca del mestiere (inclusi video realizzati sul campo), il mio obiettivo è quello di sensibilizzare i bambini (e gli adulti) al rispetto per la biodiversità in natura e al superamento dell’antropocentrismo imperante, con un occhio di riguardo per orsi e lupi, al fine di smitizzare la loro figura, in natura tutt’altro che negativa.

Se mi vuoi nella tua scuola, contattami! Realizzeremo un bellissimo progetto, tarandolo sulle esigenze dell’insegnante e della classe 🙂

Perché un parco faunistico?

Nella categoria degli zoo, alcuni possono essere considerati validi e altri no.

La cosa più importante è l’arricchimento ambientale, e il poter permettere all’animale di fuggire dallo sguardo, dal disturbo o dall’interazione con i visitatori.

Questo abbiamo potuto constatarlo noi stessi per via diretta al Parco Faunistico Spormaggiore, dove di due orse ne abbiamo vista soltanto una, perché l’altra aveva scelto di appartarsi, lontana da sguardi indiscreti.

L’orsa che abbiamo visto

Non era costretta in un piccolo e spoglio recinto, ma aveva una vasta zona naturale dove potersi nascondere e riposare in santa pace.

A proposito di arricchimento ambientale, in Etologia si intende l’insieme delle pratiche e attività volte a migliorare la gestione dell’animale, cioè tentare di garantirgli una vita che sia il più possibile vicina a quella che avrebbe avuto in Natura, cioè in qualche modo dovremmo restituire all’individuo quello che gli abbiamo tolto tenendolo in un ambiente di cattività.

Il Bioparco, ad esempio, o Area Faunistica, ha una visione mirata del benessere animale, con progetti di conservazione e in cui gli animali godono di una buona condizione di salute.

Questo è l’unico zoo che concepisco, ed in questi tipi di zoo esistono anche programmi di riproduzione in cattività al fine, a lungo termine, di reintrodurre, se necessario, una popolazione geneticamente pulita in natura.

Gli zoo, infine, che condanno sono quelli in cui gli animali vengono costretti in gabbie minuscole, senza arricchimento ambientale, privati quindi di ogni bisogno etologico e fisiologico. Oggetti, in pratica, usati per fare soldi.

In Trentino tra orsi e lupi

Io e Stefano Ciocchetti coi nostri libri

Reduce da un weekend intenso e fruttuoso, butto giù due righe per ringraziare il Parco Faunistico Spormaggiore e i suoi operatori: per ben due giorni hanno dato a me e a Stefano Ciocchetti l’opportunità di presentare i nostri libri e, così facendo, di sensibilizzare famiglie intere sulla necessità di preservare la biodiversità in natura. In poche parole, w gli orsi e w i lupi!

Bimbi nella rete

Io ho raccontato ai bambini quello che faccio in concreto, e ho fatto “assaggiare” loro l’esperienza dell’appostamento; Stefano ha affascinato tutti raccontando, con mia grande invidia (sigh!), il suo incontro ravvicinato e senza rete con un branco di 8 lupi, e di come li ha fotografati, tra la paura e l’emozione del momento. Da brivido!

Letture sul prato

Nel frattempo, una visita in giro per il Parco non ce l’ha tolta nessuno: l’orso bruno (uno su due) l’abbiamo beccato a sonnecchiare pigramente sul terreno, i lupi hanno dato spettacolo sfidandosi e ringhiando tra loro (tranquilli, tutto normale, ve lo spiegherò nei prossimi articoli), le linci dormivano in bella vista, il gatto selvatico guardava torvo chiunque si avvicinasse, la volpe scavava qua e là, le lontre giocavano… Ma torniamo a noi.

Nei due incontri abbiamo letto brani tratti dai nostri libri “Il mio cuore di orso” e “Dentro una nevicata” ai bambini attenti e partecipi; bimbi anche piccolissimi ascoltavano curiosi le storie e ponevano domande molto pertinenti, il che ci fa ben sperare per la sensibilizzazione delle nuove generazioni. Presto vi racconterò altri dettagli, intanto se volete anche voi entrare nel nostro mondo:

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